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Dio Mio, Per Poco Non MAccechi! (Cannizares, Cristina, Donna Lorenza, Coro) - Goffredo Petrassi - I

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A bientot. E ora A me anni ruggenti piace sempre un sacco!!! Ballate con me?! Verve, sympathy, irony, culture and finally something different in the music scene of those years. Tropicana, Rugged Years I liked it and I was amused, who of you did not dance at least the Tropicana teddy bear at the beach?

Even without knowing it I felt for our own reasons a strong bond with this woman and when I received the invitation of Giorgio Almasio the patron of the event I was very happy to meet her personally.

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Bisognerebbe avere una sonda per affondarla nel profondo. Oserei dire che sono religioso con pochissima fede! Libretto: da Entremes del Viejo celoso Intermezzo del Vecchio geloso di Miguel Cervantes traduzione italiana di Eugenio Montale Prima rappresentazione: Milano, Teatro alla Scala 12 maggio Versione per orchestra ridotta nel Volevo vedere se sarei riuscito a risolvere musicalmente un soggetto che a prima vista mi doveva essere estraneo in quell'atmosfera.

Poco tempo prima avevo composto il Coro dei morti di Leopardi, che risentiva del clima tragico di quegli anni. Il Cordovano era un modo di reagire diversamente. Era un tentativo di evasione da quelle brutture" Goffredo Petrassi.

L'amato Cervantes riesce forse ad offrire al quarantenne Petrassi una via di fuga da un possibile tunnel della disperazione senza ritorno, verso la quale il Coro dei morti d'origine leopardiano, di qualche anno precedente, inevitabilmente poteva condurre. Le liti tra moglie e marito sian sempre simili a questa che dopo si facciano festa gli sposi e tutto sia finito ". Io pensai quindi che in quel caos bisognava in qualche modo salvare la musica.

Presi con altri quattro o cinque giovani musicisti l'iniziativa di fondare questo gruppo chiamato Musica Viva, con lo scopo di eseguire musica contemporanea. Degli otto concerti programmati ne potemmo fare soltanto quattro o cinque, domandando l'elemosina un po' da tutte le parti, e mi ricordo che ci rimisi di tasca mia nel credo ottomila lire.

Era un po' fare il Don Chisciotte contro i mulini a vento ma era anche un combattere per non far morire la musica.. Nonostante una prova memorabile degli interpreti l'opera venne accolta con un certo distacco. Con questa prima versione ci fu solo una ripresa radiofonica in Francia , in francese, nel Se sapessi che amoroso m'ha mandato la mia sorte!

Giovane, bruno, e con la bocca che sa di fior d'arancio" mandando su tutte le furie Cannizares ormai cotto al punto giusto e accecato dalla gelosia. SCENA I In casa di Cannizares, Donna Lorenza, Cristina, Hortigosa Con uno squillante attacco- segnale di corno e tromba su un ribattuto in quartina di tamburo-viole e violoncelli con un intervallo d'ottava diminuita discendente, siamo catapultati senza fiato sulla scena.

Intanto, un'ombrosa entrata del fagotto che poi vedremo affiancare ed essere coloristicamente associato al burbero e lamentoso Cannizares annuncia, prima il ribattuto di Hortigosa "con una caldaia vecchia se ne compra una nuova" e poi, affianca la padrona di casa che giunge frettolosamente, su uno sfogo di slancio in forte "Che serve a me tutto questo…" sulla parentesi del respiro e in un tenuto melismatico, ad una nuova corona interrogativa, segnalata dal triangolo " …se son povera in mezzo alla ricchezza e se mi trovo affamata in mezzo …all'abbondanza?

Che Hortigosa e Cristina non siano altro che voci 'nascoste' o interiori di Donna Lorenza? Si apre un gioco di alternanza tra distesi fraseggi strumentali e richiami ritmici alla decisione significativo quello dei corni e dei clarinetti tra batt. Introdotto da un breve assolo, in tempo moderato poco vivace del fagotto che si rivela quindi come 'l'immagine strumentale' del vecchio Cannizares, entra il vecchio geloso "Mio caro compare…" con un attacco in levare molto acuto re-dodiesis su intervallo di settima aumentata come ripresa, rivolta, dell'intervallo iniziale; un vero e proprio frammento arioso, surrealisticamente singhiozzante, in cui Cannizares, duettando con il fagotto e in aggiunta subito dopo del clarinetto basso con suoni staccati, del contrabbasso in solo e gradualmente ispessito da altri registri gravi corno inglese, corno, trombone , apre un dialogo- confessione con un suo Compare.

Un fagotto-Cannizares espressivo , in lontananza ci accompagna alla scena successiva. Se la prima scena ci aveva presentato e rivelato i personaggi femminili, la seconda i due protagonisti maschili, la terza scena ci presenta la perfida dinamica familiare di marito-moglie-nipote con sfavorevole sbilanciamento anagrafico del vecchio geloso.

La scena si apre con l'attesa nervosa di Donna Lorenza e la nipote Cristina per il rientro del vecchio Cannizares che tarda ad arrivare. Il tentativo vocalmente calmo e disteso di Hortigosa, con tutte le sue arti ingannevoli e con la supplica a farla entrare, su diradanti armonie tenute, si contrappunta a risposte agitate e ormai perdenti di Cannizares "signora che io ci perdo tutto questo ed altro ancora se lei mette piede qui dentro" mentre una nervosa Donna Lorenza, sbaraglia le ultime resistenze del geloso marito con un lapidario "Mi mangeranno forse con gli occhi?

Mi ruberanno attraverso l'aria? Su un Andantino tranquillo di cupa coloritura, corno inglese, clarinetti e del fagotto che si avvolge sul grave, su un solo del violoncello si apre l'Aria di Hortigosa Molto moderato con il sostegno del flauto poi anche ottavino , viole e violoncelli.

Sonorizzato da una breve scala ascendente dei violini si permette al giovane di sgattaiolare dietro, mentre Cannizares ammirando le figure "Che bel Rodomonte.. Hortigosa insiste temporeggiando offrendo i suoi rimedi e le pozioni medicamentose per leviare dolori spudoratamente, anche quelli del parto , abusando ormai della pazienza del padrone di casa. Parte un Presto furioso batt. Non ha tempo di riprendersi Cannizares ormai sfinito e riflessivo che Donna Lorenza, in una declamazione rapida e libera su un trillo d'oboe e un vuoto dell'orchestra lo incalza, difendendo l'alleata Hortigosa "vi dico che vi portate come un barbaro e un uomo selvatico…..

Esce e sbatte la porta. SCENA V Cristina, Donna Lorenza, Cannizares, musici e ballerini che 35 bussano alla porta Dopo tanta agitazione e nervi a fior di pelle 'esplosa' nello sbatter della porta come fosse un colpo di pistola grancassa al bordo e cassa chiara , di colpo ci si immerge in un'atmosfera diradata e carica di attesa con gli archi in armonie tenute e brevi richiami a turno degli altri strumenti.

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10 thoughts on “Dio Mio, Per Poco Non MAccechi! (Cannizares, Cristina, Donna Lorenza, Coro) - Goffredo Petrassi - I”

  1. Per conto mio preferirei andarmene fasciata di stracci e avere un marito giovane che trovarmi al sicuro con quel vecchio che avete preso per marito (M , P ) 15 Questo osserva Daniele Carini, nella nota 1 del libretto de Il cordovano, in Omaggio a Goffredo Petrassi nel centenario della nascita, cit., p.
  2. Noi che abbiamo avuto la fortuna di avere una parola buona per il mondo, non dobbiamo demolirlo per mostrare un Dio adirato anche se lo è in questo momento per i tanti massacri di gente innocente e di bambini che vengono violentati ogni giorno, e per ogni nefandezza che si fa su questo pianeta, ma dobbiamo mostrare un Dio amorevole che vuole salvare i suoi figli fino all’ultimo loro respiro.
  3. 41 Vegliate e pregate, per non entrare in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole». Lo spirito è pronto, ma la carne è debole». 42 Si allontanò una seconda volta e pregò dicendo: «Padre mio, se questo calice non può passare via senza che io lo beva, si compia la tua volontà».
  4. Poiché da voi la parola del Signore ha echeggiato non soltanto nella Macedonia e nell’Acaia, ma la fama della fede che avete in Dio si è sparsa in ogni luogo; talché non abbiam bisogno di parlarne; perché eglino stessi raccontano di noi quale sia stata la nostra venuta tra voi, e come vi siete convertiti dagl’idoli a Dio per servire all’Iddio vivente e vero, e per aspettare dai cieli.
  5. per quel che mi riguarda ho sempre sentito dire dai nonni,dai vecchi di una volta che la donna a Capodanno non deve fare auguri quale sia la culla di questa tradizione-superstizione non lo so, ma certo è bislacca. mettiamola sotto l’aspetto religioso chi ha messo al mondo il Figlio di Dio.
  6. Привет:) Oggi è stato il mio secondo "primo giorno di scuola" qui in Russia. Eh già! Ho cambiato classe passando dalla 10 Б alla 11 Б. E' stato fantastico! Intanto i programmi mi aiuteranno l'anno prossimo (non dovrò studiare troppo quest'estate in quanto di matematica farò tutte dalla risoluzione dei triangoli rettangoli al programma.
  7. Ah, mio dio. Mio Dio. Perché non esisti? Così sbiadito a quest'ora lo sguardo del mare, che pare negli occhi (macchie d'indaco appena celesti) del bagnino che tira in secco le barche. Come una randa cade l'ultimo lembo di sole. Di tante risa di donne, un pigro schiumare bianco sull'alghe, e un fresco vento che sala il viso rimane.
  8. Mandami una notifica per nuovi articoli via e-mail About This Post This entry was posted on 25 dicembre at and is filed under RIFLESSIONI, bluesrock.granilargardajindforcerunner.infoinfo can follow any responses to this entry through the RSS bluesrock.granilargardajindforcerunner.infoinfo can leave a response, or trackback from your own site.
  9. Frase Scusa alla favola antica di Gianni Rodari: Chiedo scusa alla favola antica se non mi piace l'avara formica io sto dalla parte della PoesieRacconti utilizza cookie, anche di terze parti, per .
  10. Ti adoro, o Croce Santa, che fosti ornata del Cor­po Sacratissimo del mio Signore, coperta e tinta del suo Preziosissimo Sangue. Ti adoro, mio Dio, posto in croce per me. Ti adoro, o Croce Santa, per amore di Colui che èil mio Signore. Amen.

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